L'effetto maluma/takete
Messa davanti a queste due forme e ai nomi inventati “maluma” e “takete”, la grande maggioranza delle persone assegna il primo alla forma arrotondata e il secondo a quella spigolosa, in culture e lingue diverse.
L’esperimento è di Wolfgang Köhler, che lo propose nel 1929 e lo riprese nel 1947 nella forma oggi più nota. Fra suono e forma esiste dunque una corrispondenza condivisa, che prescinde dal significato delle parole.
Nel 2001 Vilayanur Ramachandran e Edward Hubbard hanno ripetuto la prova con le parole “bouba” e “kiki”, con cui l’effetto è altrettanto noto.