An Optical Poem

Oskar Fischinger, An Optical Poem, 1938

Cerchi, quadrati e triangoli compaiono, si muovono e scompaiono a tempo con la Rapsodia ungherese n. 2 di Franz Liszt. Fischinger lo realizzò per la Metro-Goldwyn-Mayer animando forme di carta ritagliate, spostate a mano fra un fotogramma e l’altro.