Quadrati annidati con variazioni graduali

    function setup() {
    createCanvas( 300, 300 );
    colorMode( OKLCH );
    noStroke();

    let decimo = width / 10;   // unità di misura: un decimo del lato
    let tono = 90;             // tono di base, giallo-arancio
    for (let i=0;  i<4;  i++) {
        let luce = 60 + i*10;  // più chiaro verso il centro
        fill( luce, 60, tono );
        square( i*decimo, i*1.5*decimo, (10 - 2*i)*decimo );
    }
}
  

  

Ogni quadrato ha il lato di due unità più corto del precedente e si sposta di un’unità a destra e di un’unità e mezza in basso. Fra un quadrato e l’altro restano mezza unità sotto, un’unità ai lati e un’unità e mezza sopra.


  

La luminosità cresce dello stesso valore a ogni quadrato. In OKLCH passi uguali nel codice corrispondono a differenze percepite simili.

Le proporzioni sono quelle della serie Homage to the Square di Josef Albers (1950-1976), nei dipinti con quattro quadrati: la forma resta sempre la stessa e cambiano solo i colori.

Far variare il tono invece della luminosità, ad esempio con fill( 75, 60, tono + i*15 );.

Far variare la crominanza, con fill( 70, i*20, tono );: dal grigio del quadrato esterno il colore diventa più saturo verso il centro.